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Strategia

scacchiGolf Friends Europe si occupa spesso nelle sue pagine degli aspetti mentali del golf, nella pagina dedicata alla psicologia, ma soprattutto nella rubrica “GOLF MENTALE” a cura di Francesco Pattarello, ora vogliamo occuparci di un argomento che riteniamo strettamente correlato : la strategia.

Abbassare il proprio handicap è certamente desiderio di qualsiasi golfista, ma la cosa da capire è che a tale risultato si deve arrivare con una serie di componenti, non basta quindi effettuare uno swing impeccabile o saper giocare magistralmente il gioco corto, ma è necessaria naturalmente una adeguata preparazione fisica, il giusto “allenamento mentale” e non da ultimo la strategia di gioco.

Questo concetto, se ben recepito, ci consente di ottenere risultati soddisfacenti anche nei periodi in cui non siamo in forma ottimale.

Soffermiamoci quindi sul concetto di strategia.

Abbiamo già detto che il golf è uno sport estremamente difficile da praticare, non solo per il gesto tecnico, ma per la concentrazione che è necessario avere per la durata di un intera gara, in media quattro o cinque ore per un giro di diciotto buche.

In questo periodo il nostro cervello elabora un infinità di informazioni, ma soprattutto è chiamato ad una serie di processi decisionali.

Quando ci si appresta ad effettuare un tiro, la nostra preoccupazione non deve essere legata esclusivamente al gesto tecnico, ma il nostro pensiero deve portarci a pensare a dove piazzare il nostro colpo, ma soprattutto a fare in modo che il risultato ci consenta di eseguire un colpo successivo in condizioni di estrema efficacia.

Spesso l’errore più comune che commette un golfista sul campo è di una sopravalutazione delle proprie capacità, nel giocare un colpo difficile o cosiddetto di “recupero”, non dovrebbe pensare di rimediare immediatamente, questo potrebbe portarlo ad una somma di errori, che invece di far recuperare lo score in una buca, ne pregiudicano definitivamente la chiusura.

Questi processi decisionali influenzano anche la scelta di un bastone nell’effettuare un colpo, dopo un errore ci avviciniamo alla nostra pallina, ne guardiamo il lie e senza pensarci su prendiamo il nostro legno 3 pur sapendo che in quelle condizioni un ferro 8 giocato con tranquillità sarebbe la cosa ideale, risultato la palla viaggia nell’erba del rough per una decina di metri e si ferma, è solo in quel momento che prendiamo il nostro ferro e finalmente  riusciamo a colpirla con efficacia, ma intanto il risultato della buca è compromesso.

Non pensate che forse sia anche questo il motivo per cui in campo pratica si è tutti campioni ed in campo tutto cambia?

Nel Driwing Range il nostro unico pensiero è quello di ottenere voli di palla perfetti e questo grazie solo al nostro swing, la nostra unica preoccupazione è quella di ripassare i fondamentali della tecnica golfistica, ma sul percorso non è affatto così tutto cambia.

La differenza è che in campo dobbiamo anche pensare, le componenti di cui dicevamo all’inizio si sommano ed i risultati non sempre ci soddisfano.

Per un golf efficace, dovremmo dimenticare la tecnica dello swing, anche perché così facendo giocheremo più tesi e contratti e concentrarsi invece su altri fattori.

Abbiamo già parlato della scelta di un bastone e considerare l’opportunità di giocare quelli considerati più difficili, spesso la voglia di raggiungere il green da qualsiasi distanza, ci fa giocare ad esempio un ferro 4 senza il risultato sperato, solo allora ci accorgiamo dell’errore se avessimo giocato un ferro 7 e poi un wedge avremmo chiuso la buca con un ottimo punteggio, abbiamo commesso un evidente errore di strategia.

L’errore più evidente è quello di pensare di poter sempre ottenere il massimo dal nostro gioco, se non siamo in forma scegliamo i bastoni da utilizzare con prudenza, se non ci sentiamo di arrivare al green perché usare un ferro che sicuramente finirà al massimo nel bunker antistante?

Se finiamo in mezzo al bosco, perché non accontentarsi di rimettere la pallina in fairway piuttosto che cercare un improbabile uscita verso la buca?

Per concludere la strategia in merito ai bastoni, finiamo con il driver, se ci accorgiamo di non esser in giornata lasciamolo dentro la sacca, faremo qualche metro in meno ma sicuramente lo faremo.

Prendiamo spunto dai giocatori professionisti, nell’affrontare un percorso riempiono di annotazioni le mappe del campo, con riferimenti precisi buca per buca, sapendo sempre come affrontare un colpo, ma soprattutto quali ostacoli evitare, è questo il più valido esempio di pianificazione strategica.

E’ proprio questa la strategia nel golf, conoscere il percorso e conoscere se stessi per evitare di mettersi nei guai, sapere in quale buche poter attaccare la bandiera ed in quali è meglio avere una condotta più prudente.

La strategia nel golf può quindi riassumersi: quali colpi effettuare, con quali bastoni e verso quali obbiettivi.