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Stretching postural

Stretching posturaldi: Ennio Ludovici

Lo Stretching Postural ® è una tecnica corporea che permette al soggetto di eseguire azioni muscolari statiche, progressive e controllate, sotto il comando vocale preciso e graduale di un insegnante esperto.

Ogni esercizio dello Stretching Postural è chiamato “postura” perché non prevede movimenti volontari e segue sin dalla presa di posizione iniziale regole precise e rigorose.

Lo Stretching Postural è “non dinamico”, precede e prepara il movimento, agendo in particolare sulla muscolatura posturale. Infatti, esso si definisce come “un insieme di posture auto-stiramenti e di tecniche respiratorie allo scopo di favorire una regolazione tonica grazie a contrazioni muscolari profonde”.

Esistono due tipi di posture: gli “stretch tonici” e gli “stretch pesanti”.

Tutti gli stretch si effettuano grazie ad una appropriata respirazione detta “piccola respirazione”.

Tra due posture, invece, si effettua una “grande respirazione” che consente di aumentare il processo energetico.

Alcune specificità o chiavi differenziano lo Stretching Postural ® dalle altre tecniche corporee.

Queste chiavi sono interdipendenti nel corso della progressione dell’azione muscolare e ne fanno un insieme indissociabile.

La postura, tonica o pesante, mette in gioco il corpo nella sua globalità insieme alla mente, sviluppando maggiormente tonicità o stiramento.

Per lo stretch tonico il lavoro si ottiene generalmente tramite una costruzione muscolare che parte dalle estremità degli arti superiori e inferiori per poi investire il corpo nella sua globalità.

La sequenza di contrazioni muscolari e la padronanza degli stiramenti tende a rispettare la legge di Henneman grazie al rigore della presa di posizione del lavoro muscolare richiesto.

Le azioni contrattili hanno come obiettivo quello di creare un lavoro isometrico senza modificare l’atteggiamento.

È stato provato clinicamente che la specificità dello stretch tonico è quella di riequilibrare tonicità, agilità e mobilità.

Lo stretch pesante, invece, mette il corpo in uno stato di rilassamento e di vigilanza.

Si può eseguire in piedi o seduti. La sua finalità è quella di ottenere lo stiramento di una parte del corpo grazie ad un’altra parte totalmente rilassata.

Non si effettuano contrazioni muscolari se non il minimo indispensabile per mantenere la posizione.

Durante ogni postura viene effettuata una “piccola respirazione” in modo da conservare un ritmo respiratorio costante, regolare e di debole ampiezza che consente al proprio corpo di essere sempre “vigile” durante le posture sia tecniche che pesanti, da evitare l’affanno e, secondo quanto riportato da studi clinici realizzati, di far lavorare meno il diaframma rispetto ai muscoli intercostali.

Dopo ogni postura invece si deve effettuare una “grande respirazione” che consiste in una inspirazione lunga ed intensa tale da generare una contrazione ottimale del diaframma, accompagnata da una gestualità utile ad accrescere il volume di riserva inspiratoria. Segue poi una espirazione che donerà al corpo un breve rilasciamento.

La seduta di Stretching Postural si svolge tenendo gli occhi aperti e consiste nella regolare sequenzialità di varie e diverse posture.

Essa inizia con lo stretch tonico, che si esercita in piedi, a seguire l’esercizio a terra ed infine nuovamente in piedi per lo stretching pesante. Seguono due stretch tonici durante i quali si lavora stando seduti e poi allungati per terminare con uno stretch pesante stando seduti.

Tutte le posture vanno ripetute tre volte se sono simmetriche, quattro se sono asimmetriche.

La seduta termina con lo stretch finale, che si esegue una sola volta, al fine di ottenere lo stiramento totale del corpo.

La tecnica è “intimamente” legata alla nozione di percezione del proprio corpo e dei propri muscoli. È stato clinicamente testato che i partecipanti che la esercitano riscontrano una maggiore stabilità del proprio corpo, una più agile mobilità ed una diminuzione dei dolori (muscolari ed articolari).