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Attrezzatura

Il gioco del golf richiede l’utilizzo di un adeguata attrezzatura che può essere reperita in un megastore di articoli sportivi, su internet dove si trovano ottime occasioni anche dell’usato ma soprattutto nei pro-shop negozi dedicati esclusivamente alla vendita di attrezzatura golfistica ubicati presso la quasi totalità dei circoli italiani.

Cominciamo ad analizzare gli elementi fondamentali dell’attrezzatura.

 

LA PALLA

Ball callaway CoverComparison_WIDE

In questa foto si possono vedere gli strati che compongono i vari tipi di pallina.

E’ chiaramente l’elemento principale in quanto tutti conosciamo lo scopo del gioco, deve cioè essere indirizzata con il minor numero di colpi nella buca.
Ogni anno se ne producono al mondo una quantità enorme, tanto che le principali case costruttrici sono artefici di ricerche avanzatissime in merito ai materiali ed alla costituzione dei principali elementi che le compongono: il rivestimento ed il nucleo o i nuclei interni.
Le dimensioni di una pallina sono rigidamente dettate dall’appendice III delle regole del golf , il peso non deve essere superiore a g. 45,93 ed il diametro non inferiore a 42,67 mm, ma deve essere soprattutto perfettamente sferica.
Vediamo ora le caratteristiche delle palline oggi in commercio quello che ci interessa ricordare che in linea generale le due caratteristiche fondamentali che si richiedono sono lo spin e la distanza, il primo particolarmente utile nei colpi intorno al green e sul green stesso, la seconda per i tiri dal tee-shot; le principali case costruttrici concentrano i loro sforzi su palline che possano essere un compromesso tra queste caratteristiche fondamentali, che possano cioè avere una risposta efficace sui tiri dalla distanza e contemporaneamente una sufficiente “morbidezza” sui colpi ravvicinati.
Le palline con un unico strato sono quelle più adatte ai principianti ed ai giocatori che non hanno una velocità di swing elevata, le altre, le multistrato, sono adatte a giocatori più esperti e potenti che vogliono avere maggior feeling con la loro pallina intorno al green.
Come per il resto dell’attrezzatura le palline non possono fare miracoli, consigliamo quindi ai principianti di lasciar stare le palline multistrato e lo stesso consigliamo vivamente a chi con un ferro 7 non supera i 120 metri.
I materiali che compongono le moderne palline da golf sono i più disparati soprattutto per la composizione degli strati interni, per il rivestimento vengono utilizzati principalmente il surlyn particolarmente resistente e l’uretano più morbido che consente un tocco migliore della palla.
Caratteristica fondamentale delle palline sono le fossette del rivestimento esterno in un numero compreso tra le 300 e 450 circa, se osserviamo palline di vari costruttori, notiamo come quest’ultime siano diverse tra loro ma con un unico scopo quello di migliorarne l’aerodinamicità.In teoria le fossette aumentano la resistenza dell’aria ma nel contempo favoriscono il cosiddetto effetto Magnus (Heinrich Gustav Magnus 1802-1870, che studiò la variazione della traiettoria di un corpo rotante in un fluido quale l’aria) e di conseguenza la componente verso l’alto di un oggetto in volo , risultato: un incremento notevole nella distanza del volo della palla.

 

IL DRIVER

Un moderno driver con inclinazioni regolabili.

Un moderno driver con inclinazioni regolabili.

Il driver o legno 1 croce e delizia di ogni giocatore di golf è probabilmente il bastone più difficile da usare e non a caso qualsiasi buon maestro lo fa utilizzare al neofita per ultimo quando lo swing ha cominciato ad avere una certa efficacia e continuità.

Tra tutti i bastoni da golf il drive è quello che per design ed impiego di materiali ha subìto l’evoluzione maggiore, tanto da consentire anche a giocatori non particolarmente esperti di raggiungere notevoli performance dai tee-shot dai quali viene utilizzato.

Le teste dei drive oggi sono estremamente più ampie di quelle utilizzate fino a pochi anni fa, tutto ciò è stato permesso dall’utilizzo di materiali costituiti da metalli leggeri quali il titanio utilizzato come componente di leghe con alluminio e vanadio, ed il tungsteno più pesante dell’acciaio ed utilizzato per abbassare il centro di gravità delle teste, ed è proprio questa caratteristica unita ad una efficace distribuzione del peso a facilitare l’utilizzo dei drive moderni.

Caratteristica fondamentale in un buon drive è il MOI o momento di inerzia, che più risulta elevato, tanto maggiore è la resistenza alla torsione, a vantaggio della precisione dei colpi, ed è proprio in questo aumento del MOI che si stanno confrontando le maggiori factory di attrezzature da golf con l’uscita di prodotti sempre più innovativi.

Naturalmente anche per la dimensione delle teste si è resa necessaria una nuova normativa, pertanto gli organi internazionali di regolamentazione hanno stabilito una volumetria massima della testa non superiore ai 460 cmc.

Altra componente fondamentale per un drive è lo shaft costruito in fibra di carbonio che ne garantisce elevate prestazioni in termine di flessibilità torsione e resistenza.

I gradi di resistenza alla flessione vengono così classificati:

Extra Stiff (X) è indicato per golfisti professionisti e comunque dotati di un estrema velocità di impatto con una lunghezza del drive superiore ai 230-250 metri.

Stiff (S) utilizzato da giocatori esperti e veloci, che necessitano di un maggior controllo, la loro lunghezza nel drive compresa tra i 210 e 230 metri.

Regular (R) come indica il nome la sua è una flessibilità intermedia e pertanto utilizzato dalla maggior parte dei giocatori che comunque non superano i 200 metri di volo.

Senior (A) utilizzato da giocatori di età avanzata, che nella flessibilità dello shaft ricercano un valido aiuto nell’esecuzione di swing efficaci.

Ladies (L) indicato per le signore che non hanno una particolare velocità nel loro movimento.

In conclusione il drive è un bastone che necessità di un feeling particolare con chi lo utilizza, pertanto saranno particolarmente necessari i consigli di un professionista oltre la percezione personale ed il buon senso per la scelta dell’attrezzo ottimale.

 

moderno ibrido

Un ibrido con la possibilità di modificare il peso della testa.

LEGNI ED IBRIDI
Legni ed ibridi si utilizzano sostanzialmente per far compiere distanze maggiori rispetto a quelle ottenibili con i ferri questo soprattutto tra i dilettanti.

I materiali che li compongono sono del tutto simili a quelli dei driver e valgono le stesse considerazioni fatte in precedenza per gli shaft.

A differenza del drive hanno la testa più piccola ma soprattutto un loft più elevato che consente di alzare maggiormente la palla ma anche di effettuare tiri di maggior precisione.

Nella sacca di un golfista di oggi non possono certamente mancare, in genere i più utilizzati sono il legno 3 ed il legno 5 ma anche il 7 ed il 9 anche se questi ultimi sono stati recentemente soppiantati dagli ibridi o utility.

In un primo momento snobbati dai giocatori professionisti, ma oggi parte integrante e fondamentale della loro sacca.

Per avere un parametro di confronto fra legni è ferri basti pensare che in termini di distanza un legno 3 corrisponde ad un ferro 1, un legno 5 ad un ferro 3, con la considerazione di quanto sia difficili utilizzare tali ferri.

Gli ibridi, come dicevamo, (prendono tale nome perché sono una via di mezzo tra un ferro ed un legno), sono un innovazione abbastanza recente ma hanno costituito una vera e propria rivoluzione nei colpi da terra, rispetto ad un ferro hanno una migliore distribuzione dei pesi che li rende più facili da giocare ma soprattutto sono estremamente versatili, un ibrido ci consentirà di toglierci d’impaccio dalle situazioni più disparate, è un efficace bastone da fairway ma anche dal rough dove non subisce gli effetti torsionali di un ferro, la loro versatilità è così elevata che alcuni giocatori li usano addirittura per i colpi intorno al green.

 

I FERRI
Sono sicuramente l’attrezzo fondamentale per un golfista

Una prima grande distinzione può essere fatta considerando materiale e tipologia di costruzione esistono pertanto in commercio i cosiddetti ferri forgiati e quelli in ghisa ottenuti mediante uno stampo.

Alcuni ferri con shaft in acciaio.

Alcuni ferri con shaft in acciaio.

I primi sono decisamente più costosi in quanto derivati da un processo di lavorazione che dall’acciaio grezzo porta attraverso battitura, fresatura e rettifiche ad una testa estremamente solida e di buon livello estetico.

La seconda tipologia di ferri si ottiene da una lavorazione più semplice e da una qualità di materiali inferiore, ma hanno il vantaggio di essere notevolmente più economici.

Per quanto riguarda il design esistono in commercio le seguenti tipologie di ferri:

 

a lama – utilizzati dai professionisti e dai giocatori esperti in quanto sono più difficili da giocare ma estremamente precisi, la difficoltà sta nel fatto che il peso non è distribuito perimetralmente, anche se le moderne tecniche di forgiatura e rifinitura ne facilitano l’utilizzo rispetto ai ferri di un tempo.

a cavità o perimetrali –hanno nella parte posteriore quello che può essere sostanzialmente definito un bordo perimetrale attraverso il quale vengono distribuiti i carichi dovuti all’impatto con la palla, tutto questo rende questo ferro più facile da usare in quanto consente di limitare i danni di un colpo eseguito non perfettamente e risultano adatti ad un giocatore di handicap medio o medio-alto.

ferri ibridi – sono stati introdotti recentemente da alcune case costruttrici e sono certamente i più facili da usare, la loro innovazione sta nella dimensione maggiore della cavità perimetrale con conseguente allargamento della suola del ferro, facilitano le traiettorie alte della palla e sono pertanto utilizzati da giocatori di livello medio-alto o alto.

 

WEDGE

Wedge fabbricati con materiali diversi, per le diverse condizioni di gioco.

Wedge fabbricati con materiali diversi, per le diverse condizioni di gioco.

Esistono oggi in commercio varie tipologie di wedge con angolazioni comprese tra i 52° ed i 64° che permettono ai giocatori di utilizzare quelli che ritengono più adatti al loro gioco, tali angolazioni ne indicano il loro uso prevalentemente nel gioco corto, nell’uscita dai bunker o dall’erba alta.

IL wedge è caratterizzato oltre che dagli angoli sopra citati (loft), anche da quello che è formato dalla suola con il terreno denominato bounce, in genere con un angolazione massima di circa 16°,

tale angolazione permette di non affondare il colpo nel terreno, ma semplicemente di passare al di sotto della palla sia che si colpisca dalla sabbia o dall’erba.

Anche il wedge è oggetto di varie sperimentazioni riguardo ai materiali, essendo un bastone adatto al gioco corto necessita di un feeling estremo con il giocatore che potrà sceglierne di materiale più o meno morbido a seconda delle proprie caratteristiche, le finiture possono essere in bronzo o rame piuttosto che in acciaio lucido o satinato.

Caratteristica di questi bastoni sono le scanalature che più accentuate che permettono uno spin maggiore della palla ed un conseguente maggior controllo dei colpi intorno al green.

A seconda dell’angolazione si distinguono il pitching wedge, il wedge, il sand wedge ed infine il lob wedge.

 

IL PUTTER

Putter interamente in acciaio.

Putter interamente in acciaio.

Il putter è il bastone più usato nel golf, basti pensare che in un giro di diciotto buche mantenendo una buona media di due put a buca viene utilizzato ben 36 volte.

Si può pertanto comprendere come sia di gran lunga il bastone più importante e quello soprattutto con cui il giocatore deve avere il miglior feeling per una migliore sensibilità.

Ed è anche per questo che esistono in commercio una varietà enorme di tipologie di putter proprio per permettere ad ogni giocatore la scelta ottimale.

Malgrado questa estrema varietà, i putter possono principalmente distinguersi per due parametri, la tipologia della testa e la lunghezza dello shaft.

Accanto ai putter con la testa a lama tradizionale che rimangono in ogni caso quelli dal design più raffinato, nel corso degli ultimi anni sono nati quelli del tipo a “martello” e quelli denominati a due o tre palle, che consistono in cerchi metallici di colore bianco che facilitano l’allineamento.

Questi ultimi sono da apprezzare in quanto il peso maggiore della testa favorisce l’inerzia del colpo.

In merito alla lunghezza dello shaft si va dai più corti da 32-33 pollici a quelli di 35-36 pollici, ci sono poi quelli a canna lunga molto in voga fino a due o tre anni fa ma che adesso stanno riscuotendo un successo inferiore, soprattutto nel tour europeo molti giocatori che li hanno utilizzati, sono tornati ai modelli tradizionali che permettono di “sentire” maggiormente il colpo e quindi favoriscono la sensibilità del tocco.

Altra differenzazione sono le teste di impatto, in alcuni modelli quali gli Scotty Cameron e i Bettinardi sono in acciaio forgiato con lavorazione a nido d’ape o a semicerchi contrapposti in altri modelli tra la testa e la superficie di impatto, vengono interposti inserti in plastica o in leghe metalliche morbide.

In conclusione di questo capitolo dedicato all’attrezzatura, dobbiamo rimarcare come ogni giocatore, abbia la necessità di individuare al meglio quella che più si adatta al proprio gioco, ma soprattutto al proprio fisico, troppo spesso si è portati a sopravvalutare le proprie capacità, per cui ci ritroviamo ad acquistare bastoni assolutamente inadatti che non fanno altro che peggiorare le nostre performance di gioco.

Per evitare errori non ci stancheremo mai di ripeterlo, il nostro consiglio è di rivolgersi, piuttosto che all’amico di turno, ad un professionista qualificato, che potrà indirizzarci al meglio soprattutto per legni, ferri e wedge, il putter è un capitolo a parte scegliamo quello che ci sembra più adatto o perché no, semplicemente quello che ci piace di più.